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Talenti, meritocrazia e buona governance: la ricetta per la ripresa

Il secondo appuntamento con la rubrica curata dal presidente di Nedcommunity, Maria Pierdicchi, ha visto protagonista Andrea Sironi

Getty images

La ripresa post Covid passa attraverso la valorizzazione dei talenti, anche stranieri, il merito e la buona governance. Questa la ricetta per un nuova Italia moderna e sostenibile emersa nel corso del secondo appuntamento con “Due punti sulla buona governance”, la rubrica curata dalla presidente di Nedcommunity, Maria Pierdicchi, che il 21 giugno ha ospitato Andrea Sironi. “Una personalità poliedrica”, come ha raccontato la stessa Pierdicchi presentando il curriculum del manager che oltre a ricoprire il ruolo di consigliere indipendente in numerosi cda, come quello di Intesa Sanpaolo, è anche vicepresidente dell’Università Bocconi, presidente di Borsa italiana e di AIRC, la fondazione specializzata nella ricerca contro il cancro.

Nell’ora di conversazione con Nedcommunity, Sironi ha messo in evidenza la centralità di un sistema universitario di alto livello per recuperare il terreno perduto dall’Italia negli ultimi anni, non soltanto per colpa della crisi pandemica. “In Bocconi siamo stati in grado di proseguire con forza sulla strada della formazione di giovani preparati tanto è vero che anche nel 2020 il tasso di occupazione dei nostri studenti a un anno dalla laurea si è attestato sopra il 93 per cento. Un risultato in flessione rispetto al 96 per cento che eravamo riusciti a toccare ma che comunque ci riempie di orgoglio, anche perché è frutto della stretta collaborazione con le imprese, aspetto che non è venuto mai a mancare”, ha spiegato Sironi. La Bocconi si conferma così un’eccellenza nazionale anche in virtù della sua governance illuminata con un “rettore nominato e non eletto, responsabile degli ambiti scientifici e accademici, che si pone sullo stesso livello del consigliere delegato al quale spetta la responsabilità della parte amministrativa, economico-finanziaria e di gestione operativa”. Meritocrazia a 360 gradi quindi, questa la chiave per l’eccellenza, assieme all’internazionalizzazione. Sironi in questo caso non ama parlare di “fuga di cervelli” perché “è positivo che i giovani italiani vadano a lavorare in altri Paesi europei visto che facciamo parte dell’Unione. D’altro canto è anche vero che l’Italia deve diventare un polo di attrazione per gli studenti e i docenti stranieri”.

Aziende moderne dal business sostenibile

Contemporaneamente è fondamentale poter contare sulla presenza di aziende moderne e pronte ad accogliere questi giovani. Pierdicchi lo ha detto chiaramente chiedendo all’ospite, tra l’altro, se “anche le Pmi sono pronte alla sfida di una governance che si caratterizzi sempre di più per nuove pratiche?”.  La risposta di Sironi è stata per molti aspetti positiva in virtù delle novità introdotte dal nuovo codice di autodisciplina che si caratterizza per tre importanti cambiamenti: “Il peso maggiore dato alle tematiche ESG con il richiamo a un business sostenibile nel medio e lungo periodo, l’engagement con azionisti e investitori e, infine, la proporzionalità che consente alle Pmi di adempiere a obblighi commisurati alle loro dimensioni”. Si tratta di aspetti di buona governance che spesso esaltano il ruolo del presidente del cda chiamato a svolgere “un compito di raccordo fra il management, il cda e gli azionisti anche attraverso un’azione attiva nella quale è fondamentale ascoltare e raccogliere le istanze dei consiglieri”. Consiglieri che devono essere non soltanto preparati ma, secondo Sironi, anche portatori di competenze differenziate, capaci di dotare l’azienda di un cda dalle professionalità differenti e in grado di gestire i rischi emergenti, “in particolare quelli connessi alla cyber-sicurezza”.

Pmi alla riscossa

Per Sironi non ci sono dubbi: “Anche le Pmi si stanno rendendo protagoniste di percorsi virtuosi. Cresce il numero di aziende quotate sul mercato non regolamentato e l’attenzione nei confronti di alcuni aspetti come la presenza di un presidente indipendente”. Tutti strumenti che consentiranno al nostro tessuto produttivo di dimostrare un elevato livello di resilienza. Lo stesso che ha sfoggiato anche il sistema bancario italiano, “ben patrimonializzato e forte di una buona liquidità in grado di rispondere all’emergenza Covid meglio di quanto abbia fatto con la crisi precedente”.

Questa forza, unita anche a un adeguato uso del Pnrr, rappresenteranno la chiave di volta per una vera e concreta ripresa verso la quale la politica ha il compito di traghettare il Paese. “Ho molta fiducia in questo governo – ha continuato Sironi – e nella sua capacità di mettere a frutto le risorse garantite dal Piano di Ripresa e Resilienza, risorse che devono assumere la forma di investimenti e non di spesa,  nel campo della ricerca e dell’istruzione. In questo momento il mio giudizio è positivo”.

Ned risorsa anche per il terzo settore

Investimenti che sono centrali anche e soprattutto nell’ambito della ricerca scientifica in particolare in quella destinata a lottare contro le malattie più diffuse. Lo dimostra l’impegno dell’AIRC, associazione in cui professionalità e altruismo coesistono perfettamente: “Da presidente posso dire che siamo riusciti a superare l’idea tutta italiana secondo cui chi lavora nel no profit non debba essere adeguatamente valorizzato. C’è bisogno di professionalità anche in un ambito di questo tipo, per questo ritengo si necessario che al presidente si affianchi un consigliere delegato di alto profilo con elevata professionalità”.  “Professionalità che anche i Ned – come ha ribadito in chiusura Pierdicchi – devono trovare il tempo di mettere a disposizione del terzo settore”.

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