Editoriale

Lo sport come parte di una buona governance sostenibile

La sua promozione rende l’azienda protagonista sul territorio e fa bene al business

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Il concetto di sostenibilità fa riferimento ad un nuovo modello di Società impegnata nel rispetto e nel perseguimento di obiettivi sociali, ambientali ed economici, finalizzati a soddisfare i bisogni della generazione presente e a garantire quelli delle future. Si tratta di un disegno in cui ciascuno può fare la propria parte, non solo in qualità di singolo individuo, ma anche di membro della collettività, pubblica e privata.

Le imprese assumono dunque un ruolo di attore sociale attivo e il governo societario quello di garante di un operato responsabile. Nel processo di sostenibilità che ogni azienda, che guardi al futuro, deve considerare parte integrante del suo sviluppo, un ruolo di particolare valenza può essere rappresentato dallo sport. Promuovere lo sport all’interno e all’esterno dell’azienda favorisce da un lato il benessere fisico dei propri dipendenti, un senso di appartenenza e un team spirit, dall’altro rende l’azienda protagonista sul territorio, caratterizzandola non solo per la qualità del suo prodotto/ servizio ma anche come motore di sviluppo di un benessere sociale.

Se poi a questo si aggiungesse un contributo dell’azienda alla cultura dello sport, per renderlo capace anche di equilibri economici che fanno parte dei valori di una società proiettata allo sviluppo solido e duraturo, sarebbe un grande apporto dal punto di vista etico e sociale. A questi valori, unitamente agli obiettivi di equilibrio tra costi, ricavi e remunerazione del capitale investito, il mondo dello sport dovrebbe fare riferimento per contribuire a mitigare certe distorsioni finanziarie che purtroppo oggi ancora ci sono.

Credo, quindi, che gli amministratori coinvolti nella governance societaria debbano, nel processo di sostenibilità, promuovere con forza l’introduzione dello sport, come un importante driver, per raggiungerla. Lo sport, sinonimo di socialità, crea uno spirito di coesione e collaborazione tra tutti i suoi partecipanti, contribuisce a rendere più fluide le relazioni interpersonali e dunque, all’interno di un contesto aziendale, agevola il raggiungimento degli obiettivi d’impresa. I dipartimenti di risorse umane dovrebbero attivarsi per istituzionalizzare iniziative sportive che coinvolgano il personale, come segnale di impegno responsabile d’azienda, attenta dunque al benessere delle proprie persone, salvaguardandone la salute nella sua accezione più ampia.

Sarà un processo lungo ma a mio avviso molto stimolante creando appunto queste sinergie e questa comunità di interessi che la società moderna deve condividere, per far sì che la globalizzazione non sia soltanto economica e finanziaria, ma si accompagni a un necessario rispetto per la salvaguardia del pianeta e per un maggior senso di giustizia sociale.

A tale proposito concludo con una riflessione più ampia. Affinché l’impegno responsabile e lo sviluppo green siano reali e non semplicemente “green washing”, è bene porre attenzione su quei fattori che consentono di monitorare la concretezza del progetto. Dove è collocato il responsabile dei valori ESG nell’organigramma sociale? Nell’area marketing o in aree più specifiche che sono centrali per concreti cambiamenti di prodotti e processi? Esiste un vero piano strategico di sostenibilità o solamente l’elenco di alcune cose da fare? E ancora, esiste un metodo di misurazione del processo di sostenibilità e quali fattori deve coinvolgere? E da ultimo: si ricorre a terze parti qualificate per certificare il percorso di transizione ecologica?
Sono solo alcuni degli interrogativi che dobbiamo tenere bene a mente per continuare a contribuire in maniera attiva e concreta al lungo percorso di sviluppo di un sistema socio-economico sostenibile che coinvolge tutti quanti e dunque alla costruzione di un futuro migliore.

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