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La scommessa europea: Achtung Europa !

In quest’ultima vignetta SuperNEDman sembra contento che sul lungo e difficile cammino che dovrebbe portarci agli Stati Uniti d’Europa, grazie a Draghi cominciamo ad avere almeno una FED europea. 
Ma i tempi stringono: non si dimentichi che se non ci decidiamo a realizzare concretamente il sogno di Luigi Einaudi, di Altiero Spinelli e degli altri padri fondatori siamo destinati a diventare un’appendice geografica dell’Asia. 
“Achtung Europa!” – che fu l’avvertimento lanciato da Thomas Mann quando disse che rischiavamo di fare la fine dell’antica Grecia distrutta dalla dominazione dei Turchi – sta diventando sempre più attuale.  
Premessa l’irriversibilità dell’Euro, per quanto ci riguarda il nostro governo sta lavorando in questa direzione e le élites culturali, professionali e politiche del Paese e di tutta Europa devono impegnarsi seriamente per un rapido raggiungimento dell’obiettivo.


Gli articoli di opinione

  • Apriamo col “Decalogo per gli Amministratori Indipendenti” che il Vicepresidente Severino Salvemini ha pubblicato sull’Espresso del 9 agosto scorso poiché ci sembra utile promuovere un dibattito su questo “nuovo mestiere”.
  • Come secondo intervento (volutamente controcorrente in molti ambienti professionali) riprendiamo un articolo dell’analista finanziario indipendente Paolo Sassetti pubblicato il 27 agosto scorso dal quotidiano on-line “Ifanews” in cui, con l’ausilio di una vicenda personale vissuta, conferma la tesi sostenuta per anni da lui e da molti che il problema del nostro sistema è quello della “governance” del sistema finanziario.
  • Nel terzo articolo Franco Morganti fa il punto sul recepimento della legge Golfo-Mosca relativa all’inserimento delle donne nei Consigli d’amministrazione e nei Collegi sindacali in scadenza quest’anno. 
    Avviato l’accesso delle donne … – scrive Morganti –  si tratta di capire come svolgono questo ruolo”. La sua considerazione finale è che per quelle che assumono il ruolo di indipendenti può essere una buona traccia il Decalogo di Salvemini.
  • Infine, l’analista finanziario indipendente Alfonso Scarano mette a confronto la validità delle valutazioni ottenute servendosi degli impairment test con quella degli “smell tests” (test di fiuto). La sua tesi è che sia necessaria una riforma complessiva della corporate governance volta a semplificare e ridurre l’eccesso di documentazione e burocrazia richiesto per la prima di queste due tecniche di valutazione.

Le rubriche

  • In DURA LEX, pubblichiamo la Comunicazione Consob inviata alla Unipol in risposta al quesito sulla sussistenza di obblighi di OPA in connessione con l’operazione di integrazione di Unipol Assicurazioni con Premafin, Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni.
  • Per i CONVEGNI, Mauro Arachelian fa la cronaca della Comunità di pratica del 17 settembre scorso sul tema “Il Consiglio di Amministrazione deve garantire un governo efficace, unitario e coerente ai rischi” nel quale sono intervenuti il Presidente dell’Eni Giuseppe Recchi e Carlo Secchi, Presidente del Comitato Controllo Rischi e C.G. della Pirelli. Nel dibattito finale è stata condivisa l’utilità degli strumenti di board review e peer review.
  • In DICONO DI NOI Lob evidenzia che il ruolo dei consiglieri indipendenti e le quote rosa sono i due argomenti principali trattati dalla stampa nazionale nel corso degli ultimi tre mesi. Su questi temi di scottante attualità Nedcommunity è potuta intervenire direttamente fornendo un proprio contributo ai lettori. 
  • Nella sua selezione della RASSEGNA STAMPA, Franco Morganti segnala tre articoli apparsi nel periodo feriale relativi alle “quote rosa”, alla “spending review” negli enti pubblici ed agli interventi Consob sulle operazioni con “parti correlate”.
  • Per la BIBLIOTECA NED, Paola Schwizer recenscisce il volume “Un posto in CDA. Costruire valore attraverso la diversità di genere” edito da Egea. Lo studio di Simona Cuomo e Adele Mapelli, coordinatrici dell’Osservatorio sul Diversity Management di SDA Bocconi, cerca di spiegare in che modo la legge farà la differenza nei sistemi di corporate governance.
  • Infine, nella rubrica DICIAMO LA NOSTRA ospitiamo un’intervista a Marco Cecchi de’ Rossi, in cui suggerisce a Ned di allargare l’attenzione alle società non quotate e alla loro struttura finanziaria perché “non di rado struttura finanziaria e governance sono mutuamente limitanti le possibilità di crescita della società e dell’impresa”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA 
Enrico Colombi, direttore responsabile 

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