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Il futuro dell’Intelligenza Digitale parte dal G7 di Trento

Nel corso della riunione di Trento e Verona i ministri delle principali potenze mondiali hanno ribadito che l’IA sta avviando la quarta rivoluzione industriale e hanno deciso di realizzare entro la fine dell’anno un rapporto sull’analisi dei fattori trainanti e delle sfide legate all’IA, con un focus sull’impatto della tecnologia sulle imprese

Credit: Massimiliano De Giorgi

Il futuro dell’Intelligenza Digitale è rappresentato da tre parole chiave: sicurezza, affidabilità e inclusività. La trasformazione digitale deve portare benefici concreti a tutta la popolazione, rispettando le regole, la democrazia e i diritti umani, promuovendo, nel contempo, l’innovazione.

Sono queste, in estrema sintesi, le conclusioni della dichiarazione finale adottata al termine della riunione ministeriale del G7 (Gruppo intergovernativo che riunisce le principali sette economie dei Paesi avanzati, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti) dedicata ai temi dell’Industria, della Tecnologia e del Digitale, che si è tenuta a Trento e Verona nelle giornate del 14 e 15 marzo 2024.

I Ministri del Gruppo dei 7 hanno confermato ciò che da tempo sostengono numerosi osservatori, ovvero che l’Intelligenza Artificiale sta portando verso la quarta rivoluzione industriale, dopo la meccanizzazione (Settecento), la produzione di massa (seconda metà Ottocento) e la digitalizzazione (fine del XX secolo).

L’impatto è paragonabile solo alla prima, perché la quarta rivoluzione è destinata a cambiare in maniera irreversibile abitudini, processi e modelli aziendali. E all’Intelligenza Artificiale appartengono i quattro fondamenti di questa rivoluzione: utilizzo dei dati, analytics, interazione uomo-macchina e passaggio digitale-reale.

I Paesi Europei si sono presentati al G7 di Trento con l’AI Act, il primo regolamento assoluto al mondo in tema di intelligenza artificiale, approvato due giorni prima dell’incontro. Il regolamento definisce i sistemi di IA come qualsiasi software che utilizza uno o più algoritmi di apprendimento automatico per generare output o prendere decisioni. Il legislatore europeo ha bandito le applicazioni di intelligenza artificiale con rischi elevatissimi per i diritti dei cittadini e imposto precisi obblighi per gli altri sistemi ad alto rischio. L’AI Act ha disciplinato anche la Governance dell’IA, prevedendo che la Commissione Europea dovrà svolgere un ruolo guida nello sviluppo e nell’applicazione delle disposizioni del regolamento comunitario, nonché un ruolo di vigilanza. A tal proposito, verrà istituito un Ufficio per l’IA (European AI Office – EAIO), ed una rete di organismi nazionali di certificazione e controllo.

L’Intelligenza Artificiale è al centro delle politiche e dell’interesse di tutti i governi al mondo. L’Executive Border negli USA, l’Hiroshima AI Process, l’IA Act Europeo evidenziano la consapevolezza che il fenomeno è trasversale a livello geopolitico e necessita di una Governance a livello internazionale, se non globale.

Una simile prospettiva ha reso il G7 di Trento, dedicato all’Innovazione Digitale e all’Intelligenza Artificiale, il primo momento di riflessione globale sulla trasformazioni in atto e le sfide ad esse connesse, con la sottoscrizione di un documento programmatico che fissa le priorità per lo sviluppo etico dell’IA: “Siamo consapevoli delle sfide complesse che le tecnologie digitali, incluse l’IA, pongono rispetto alla protezione dei diritti umani, inclusa la privacy, e dei rischi per la protezione dei dati personali, la sicurezza e la salvaguardia, la proprietà intellettuale, l’ambiente, e dell’ampliamento del divario digitale, incluso il divario digitale di genere”.

Da qui l’impegno del Gruppo dei 7 di raggiungere un equilibrio appropriato tra la promozione dell’innovazione e la necessità di adeguate misure di sicurezza con l’obiettivo di mettere in fila le priorità per uno sviluppo ETICO dell’IA.

I Ministri hanno appoggiato la proposta della Presidenza italiana di sviluppare entro la fine dell’anno un rapporto sull’analisi dei fattori trainanti e delle sfide legate all’IA, con un focus sull’impatto della tecnologia sulle imprese: “Oggi i Paesi del G7 confermano come prioritaria la necessità che l’IA venga sviluppata e utilizzata in modo ETICO e in linea con i principi e i valori che sono alla base delle nostre democrazie, per il bene dei nostri cittadini e per la coesione, la resilienza, il welfare e il benessere delle nostre società ed economie”.

Tre sono le aree tematiche toccate dai lavori del G7 di Trento: settore pubblico, governo digitale e supporto all’avanzamento dei risultati del “Processo di Hiroshima” sull’Intelligenza Artificiale. In particolare, l’IA rappresenta per la Pubblica Amministrazione l’innovazione più sfidante, con l’obiettivo di semplificare e migliorare in modo significativo i servizi verso i cittadini e le Aziende.

I Paesi del G7 hanno riaffermato che l’IA non deve essere imbrigliata, ma occorre limitare gli effetti nefasti – abusi e usi impropri – che ogni tecnologia rischia di produrre, se libera da vincoli. L’accesso ai servizi Pubblici Digitali contribuirà all’inclusione sociale e ad aumentare la fiducia dei cittadini nella Pubblica Amministrazione, nonché permettere alle Aziende di essere più efficienti e competitive.

L’innovazione e le nuove tecnologie dell’IA avranno importanti impatti anche sul settore Privato (cittadini ed imprese) riguardando anche la Corporate Governance delle società. I Board Member devono avere la consapevolezza che, per restare competitive e sopravvivere, le Aziende dovranno rivedere i propri business model e la loro organizzazione interna in chiave innovativa.

Dal G7 di Trento parte il futuro dell’Intelligenza Artificiale, con la consapevolezza che il nostro Paese è in grado di avere un ruolo importante in questa prospettiva di sviluppo.

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