Editoriale

“Fatti un CdA tutto tuo !”

Con la vignetta di questo numero ci siamo divertiti ad immaginare che

Per gioco,
con la vignetta di questo numero ci siamo divertiti ad immaginare che il grande Maurizio Crozza, con la sua straordinaria vena umoristica attribuisse all’ineffabile senatore Razzi la tesi che, per meglio “farsi i comodi suoi”, l’amministratore indipendente dovrebbe “farsi un cda tutto suo”.

Più seriamente,
ricordiamo che la Presidente SchwizerFoto di Paola Schwizer, in una nota su Il Sole 24 Ore del 4 giugno scorso, ha puntualizzato quanto segue: “La figura del consigliere indipendente, nata con le public companies anglosassoni, sta assumendo un ruolo sempre più rilevante anche nelle società italiane.” L’importante, ha sottolineato la Presidente di Nedcommunity, è che l’indipendenza sia di sostanza. Ma come si fa a stabilirlo? “Ci sono requisiti d’ingresso che devono essere valutati dal consiglio, con revisione su base annua”. Aggiungendo, però, che il tutto si basa su auto dichiarazioni che potrebbero rivelarsi mendaci. Paola Schwizer conclude che sia Consob sia Banca d’Italia sono molto attente a questo aspetto: “Da parte nostra abbiamo creato gruppi di lavoro per approfondire il tema dei rischi legali che il CdA corre quando valuta i requisiti dei propri componenti. È un processo in evoluzione. La Sec ha introdotto nella definizione di indipendenza anche l’assenza di relazioni personali che la pregiudichino. La Ue ci sta pensando”.

Infatti, il 9 aprile c’è stata la Raccomandazione UE sul “Comply or explain”
rivolta a una pluralità di soggetti (Stati membri, organismi responsabili per i codici nazionali di governo societario, società e altri portatori di interesse), che fornisce alcuni orientamenti volti a migliorare la qualità delle relazioni sulla C.G. e sulla qualità delle spiegazioni fornite in caso di deroga alle raccomandazioni del codice di governo societario applicabile.
Inoltre, il 19 giugno, la Consob ha fatto una Comunicazione in materia di indennità e/o altri benefici per amministratori indipendenti e direttori generali. Approfondiremo tutto ciò in un articolo sul prossimo N.21 della Rivista.

Ma non è tutto: Ned è stata ammessa ad Ecoda
ed in proposito, riprendiamo qui la notizia pubblicata da Il Sole 24ore il 3 luglio scorso: “Nedcommunity entra a far parte di EcoDa (European Confederation of Directors Association) come membro effettivo. L’Associazione degli Amministratori Indipendenti presieduta da Paola Schwizer rappresenterà l’Italia nella federazione di categoria che, con sede a Bruxelles, è interlocutore privilegiato dell’Unione Europea sui temi di governance”.
Inoltre, nella nostra rubrica LE BUONE IDEE, aggiungiamo il commento di Franco Morganti che inquadra storicamente questa notizia di primaria importanza per la Comunità.

Visita guidata al N° 20

Gli articoli

  • Apriamo questo numero con un articolo di Francesco Taranto in cui spiega perché in Italia le Public Companies sono difficili da fare. Oggi, grazie alla crescente presenza degli investitori istituzionali alle assemblee societarie, è diminuito il peso dei gruppi di controllo per cui diventa possibile migliorare la governance rafforzando il ruolo di garanzia svolto dai fondi. L’articolo fornisce alcune buone ricette mirate allo scopo.
  • Il secondo articolo è di Romina Guglielmetti che illustra e commenta la normativa UE sulla revisione della corporate governance delle società di maggior interesse pubblico (banche ed emittenti) che ha l’obiettivo di rendere l’Europa più competitiva.
  • Nel terzo, Maurizia Iachino Leto di Priolo commenta l’inchiesta sulla “Soddisfazione degli indipendenti rispetto al ruolo svolto nei CdA di appartenenza”, inchiesta che è stata effettuata da Key2People di cui è Partner e Practice Leader.
  • Per concludere la ‘sezione articoli’, Livia Aliberti, insieme a Carlo Drago (docente di Statistica), illustra i risultati di una recente indagine sulle Comunità di Amministratori in Austria, comparandoli con gli effetti della “inclusione forzosa delle donne” prevista dalla Legge Golfo-Mosca.

Le rubriche

  • In DURA LEX, Annapaola Negri-Clementi commenta le delibere con cui la Cassazione stringe la morsa sulla responsabilità dei Sindaci.
  • Per i CONVEGNI, Alessandro Carretta, del nostro Comitato editoriale, fa la cronaca della Comunità di Pratica svoltasi a Roma il 10 giugno scorso su ”La buona governance tra pubblico e privato”. All’incontro, che è stato moderato dalla Presidente Paola Schwizer e da lui, hanno partecipato Alessandro Pansa, ex AD di Finmeccanica, e Marcella Panucci, DG di Confindustria.
  • Nella rubrica DICONO DI NOI, LOB Media Relations mette in evidenza che il ruolo degli indipendenti sta assumendo un peso rilevante nel dibattito sulla governance anche in Italia e Nedcommunity ha fatto valere la propria autorevolezza in numerosi articoli sull’argomento.
  • Nella sua selezione della RASSEGNA STAMPA, Franco Morganti segnala tre articoli sulle public companies, nate nel mondo anglosassone, che a loro volta hanno determinato la nascita degli amministratori indipendenti. Il tutto è collegato all’articolo di apertura di Francesco Taranto.
  • Per la BIBLIOTECA NED, Adalberto Alberici recensisce “La governance dei sistemi informativi – Un vademecum per il CdA” di Severino Meregalli e Gianluca Salviotti, edito da Egea.
  • In DICIAMO LA NOSTRA, alla nostra intervista risponde Laura Iris Ferro (membro del C D, impegnata sui temi dello sviluppo della diversity in azienda) concentrandosi su due aspetti soprattutto culturali: la trasparenza e l’ingresso di nuova linfa nelle imprese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Enrico Colombi Direttore responsabile

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