Punti di vista

Innovare la governance dell’AI: le indicazioni del TUF

Con l’approvazione definitiva del decreto di riforma del Testo unico della finanza, l’ordinamento italiano registrerà un primato planetario: è il primo a dotarsi di una disciplina legislativa in tema di ricorso all’intelligenza artificiale nella corporate governance. Vediamo quali sono le principali implicazioni

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Con l’approvazione del decreto di riforma del Testo Unico della Finanza (TUF) all’inizio del 2026, l’Italia assume un ruolo di leadership a livello internazionale, stabilendo un quadro normativo innovativo per la governance dell’intelligenza artificiale (AI). Questo cambiamento non è solo una risposta alle sfide di un mercato in continua evoluzione, ma offre anche indicazioni concrete per l’uso strategico e responsabile dell’AI.

Il contesto

L’AI, sia essa generativa, agentica o fisica, sta profondamente alterando il sistema economico, introducendo nuove opportunità strategiche e modelli di business, ma anche generando nuovi rischi. La recente introduzione dell’AI Act e di altre normative offre linee guida per un’implementazione etica e responsabile. La riforma del TUF arricchisce questo quadro, riconoscendo formalmente il valore dell’AI nel contribuire alla evoluzione delle strategie e della creazione di valore, oltre che nell’aumentare la trasparenza nelle decisioni aziendali.

La nuova architettura di governance

Il TUF introduce diversi obblighi per le società quotate. Di seguito i principali.

Trasparenza e Disclosure

Informativa sulle politiche di AI: le aziende devono dettagliatamente rendere conto delle politiche adottate riguardanti l’uso dell’AI, inclusa la descrizione delle strategie adottate per integrare questa tecnologia nelle loro operazioni.

Gestione dei rischi: è obbligatorio fornire informazioni sulle misure di gestione dei rischi associati all’AI, compresi quelli informatici e quelli connessi all’adozione di nuove tecnologie.

Valutazione e Monitoraggio

Sistemi di monitoraggio: le imprese sono tenute a implementare sistemi di monitoraggio automatizzati e predittivi, adattati alle loro dimensioni e alla natura dei rischi specifici a cui sono esposte.

Adeguatezza dei controlli: i meccanismi di controllo devono essere proporzionali ai rischi, promuovendo un approccio responsabile e proattivo verso la governance.

Responsabilità e Governance

Rendicontazione agli azionisti: le società devono spiegare come l’AI influisce sulle loro decisioni strategiche, incoraggiando una cultura di responsabilità nella gestione di dati e tecnologie.

Integrazione nel consiglio di amministrazione: è fondamentale che le questioni relative all’AI siano discusse a livello di consiglio e nei comitati interni, come quelli preposti a controlli e rischi, e strategia e tecnologia (se presente), per garantire una valutazione e un monitoraggio adeguati delle decisioni.

Compliance e Normative

Adempimento normativo: le aziende devono assicurarsi che l’uso dell’AI sia conforme alle normative vigenti, richiedendo un continuo aggiornamento delle procedure interne in risposta ai cambiamenti normativi.

Ecco le principali implicazioni

Queste indicazioni favoriscono una governance più consapevole dell’AI nelle società quotate. La riforma del TUF è concepita per garantire che le tecnologie innovative siano utilizzate nel rispetto degli interessi degli azionisti e nella promozione della sostenibilità a lungo termine delle imprese. L’aumento della trasparenza è essenziale per rafforzare la fiducia degli azionisti, migliorando la competitività delle aziende.

Le imprese più virtuose potranno utilizzare queste informazioni per distinguersi nel mercato, attirando nuovi investimenti e potenziando la loro posizione competitiva. L’adozione di tecnologie avanzate per la gestione dei rischi permetterà alle aziende di innovare in modo strategico e responsabile, creando un ciclo virtuoso dove un maggiore controllo e trasparenza si traducono in maggiore fiducia degli stakeholder e opportunità di crescita.

La sfida dell’integrazione

La revisione del TUF va oltre un semplice adeguamento normativo; è un invito a riflettere su come integrare l’AI nella strategia e nella governance aziendale con responsabilità etica e trasparente. Implica un impegno a garantire che l’AI non sia solo uno strumento, ma un driver strategico per affrontare le complessità di mercati in trasformazione. Adesso le imprese italiane hanno l’opportunità di intraprendere questo percorso e diventare “Future Ready”, cogliendo le opportunità strategiche e di business offerte dall’AI, gestendo i rischi associati e assicurando una governance adeguata.

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