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Stakeholder engagement: un ruolo chiave per board e presidente

Il Comitato per la Corporate Governance ha enfatizzato la necessità di strutturare questa attività all'interno della governance aziendale facendone una delle attività centrali anche per gli organi amministrativi. Se ne è discusso nel corso di un Lunch Talk organizzato da Nedcommunity, in collaborazione con KPMG.

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Il board e la figura del Presidente come ruoli chiave all’interno del processo dello stakeholder engagement. Oltre alla necessità di coinvolgere i diversi portatori di interesse e porli al centro del sistema di governance dell’organizzazione, con un approccio inclusivo nei loro confronti. Nella difficoltà, però, di dover bilanciare gli interessi di attori che possono anche avere obiettivi e sensibilità molto differenti. Queste alcune delle sfide che un’azienda si trova davanti approcciandosi allo stakeholder management, affrontate e discusse nel corso del lunch talk dello scorso 13 marzo, organizzato da Nedcommunity, in collaborazione con KPMG.

Patrizia Giangualano, vicepresidente di Nedcommunity, introducendo l’evento ha sottolineato come l’associazione abbia avviato ormai da tempo un percorso di analisi su ciò che accade nel campo della sostenibilità. “Quello dello stakeholder engagement è un tema molto caro, per chi si occupa di sostenibilità, ulteriormente rafforzato dalle raccomandazioni del Comitato per la Corporate Governance, che stanno facendo riflettere, all’interno dei consigli di amministrazione e delle strutture organizzative sulle migliori modalità di engagement e misurazione.  

Nel corso dell’incontro Lorenzo Solimene, Partner KPMG Sustainability & Climate Change Services, ha presentato i principali aggiornamenti normativi sulle tematiche di sostenibilità. Dal pacchetto Omnibus, che ha ridefinito i perimetri di applicazione della normativa alla CRSD, alla definizione, in sede europea, degli standard SRS. Passando per l’aggiornamento del regolamento sulla deforestazione e la prima tranche della regulation sul packaging way, operativa da agosto. “Il Comitato per la Corporate Governance ha enfatizzato la necessità di strutturare un’attività di stakeholder engagement all’interno della governance aziendale – ha spiegato Lorenzo Solimene –. Vuol dire che le organizzazioni dovranno definire i criteri per l’individuazione degli stakeholder rilevanti, le modalità e i canali di ascolto di questi portatori di interessi, strutturare ruoli e responsabilità e anche un flusso di reporting verso il consiglio di amministrazione sui principali temi identificati”.

Nel corso della tavola rotonda Marcello Marzo, Group General Counsel & Company Secretary di Salvatore Ferragamo S.p.A. ha sottolineato il ruolo fondamentale della presidenza e di come sia necessario, in questo ambito, porre “maggiore attenzione a quello che si fa e alle modalità con cui questo deve essere fatto, anche nell’individuazione delle persone con cui costituire un dialogo”.

Carlotta Ventura, A2a Chief Communications, Sustainability and Regional Affairs Officer A2A, Presidente Amsa e associata Nedcommunity, ha parlato dell’importanza di individuare un sistema di misurazione oggettivo del risultato di queste politiche di coinvolgimento degli stackholder. L’ascolto del proprio contesto e dei vari portatori di interessi può avere anche una funzione di “protezione” nei confronti dell’azienda. “È un’attività anche di mitigazione del rischio, perché se riusciamo a intercettare per tempo le criticità che poi dovremmo affrontare concretamente, forse saremo in grado di renderle meno impattanti e alla fine meno costose”, ha concluso.

Angelica Donati, Managing Director Donati S.p.A., board member Terna, ha spiegato come nella sua azienda esista già da tempo una policy efficace di stakeholder engagement, lato ESG interna, che vede il coinvolgimento del comitato governance sostenibilità. “Tutta una serie di processi è stata studiata in linea con i nuovi standard per strutturare il raggiungimento degli output finanziari e di sostenibilità. Analisi del contesto, individuazioni degli impatti, valutazione di quali di questi impatti siano effettivamente rilevanti”.

Secondo Sabrina Bruno, professoressa ordinaria di Diritto commerciale, co-fondatrice e membro dello Steering Committee Chapter Zero Italy, co-founder & Ambassador Climate Governance Initiative, membro Consiglio direttivo Nedcommunity, il senso della raccomandazione del comitato per la Corporate Governance è da ricercare in un obiettivo di coerenza. “La raccomandazione del Comitato fa riferimento al fatto che sempre più società quotate dichiarano di perseguire il successo sostenibile. Già questo dato è positivo. Ma il Comitato chiede anche di spiegare come si persegue il successo sostenibile. In pratica chiama la società ad essere fedele e coerente con quello che dice”.

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