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La visibilità NED in notevole aumento

I primi quattro mesi dell’anno hanno visto Nedcommunity protagonista di numerose iniziative fra cui il lancio dell’Effective Governance Outlook, il primo Osservatorio sulle banche italiane quotate. Non sono mancate poi interviste e interventi del presidente Paola Schwizer, su testate nazionale, locali ed estere, per esprimere il punto di vista dell’Associazione su temi di stretta attualità come le quote rosa, la meritocrazia e le nomine nelle società partecipate. L’ultima uscita in ordine di tempo, mercoledì 16 aprile sul Corriere della Sera (titolo: “Sarà il primo vero test per la leadership femminile”, pag.11), il presidente commenta proprio le nomine in rosa in Eni, Enel e Poste in un articolo a firma di Maria Silvia Sacchi. 


Qui Schwizer sottolinea che “non era facile fare meglio. È indubbio che sia un cambiamento molto forte, soprattutto perché riguarda società pubbliche, ma che pesano molto sul listino di Borsa italiana. Va nella giusta direzione: competenze, esperienze di business e diversità di genere”. Se non si poteva fare di meglio, però, si poteva fare di più. “Riconoscere il valore del lavoro svolto da alcuni manager di nomina recente, confermandoli nel ruolo, e osare una donna-amministratore delegato”.


Altro tema caldo è quello della competenza. Al riguardo si segnala un articolo a firma dello stesso presidente pubblicato da Mf giovedì 10 aprile (titolo: “Corsi di formazione in banca per ampliare le competenze dei componenti del cda”, pag. 16). In particolare l’articolo si concentra sulla risposta di Nedcommunity alla consultazione indetta da Bankitalia in merito alle nuove prescrizioni di Via Nazionale in materia di governo societario. “Le osservazioni di Nedcommunity – scrive Schwizer – hanno riguardato anche alcuni punti specifici delle norme, relativi tra l’altro alla verifica dell’indipendenza e della professionalità dei cda”. “Nedcommunity – continua – propone un momento di sintesi delle singole posizioni: consiglieri tutti competenti in materia di risk governance e board diversificati possono coesistere, se la banca interviene con programmi di formazione mirati per allineare e diffondere le conoscenze fra tutti i componenti degli organi”.


Nomine, competenza e indipendenza sono tutti argomenti toccati nel corso della lunga intervista rilasciata dal presidente a Pagina99, nuova testata economico-politica. Nell’articolo pubblicato on-line martedì 8 aprile (titolo: “Così Piazza Affari sta rottamando la sua classe dirigente”) si mette in particolare rilievo l’importanza crescente dell’amministratore indipendente citando la vicenda Telecom e il rinnovo del suo cda in cui la presenza dei non esecutivi è cresciuta moltissimo. Sulla presenza femminile in cda Schwizer sottolinea che “nell’80% dei casi il processo è guidato in modo razionale: si definiscono i profili ottimali, si coinvolge un head hunter che seleziona una rosa di candidate, si confrontano i requisiti. Per un 20% incide ancora il profilo relazionale e di questo 20% la metà potrebbe essere giustificata dal fatto che, fra una rosa di candidati possibili, l’azionista di riferimento sceglie come proprio rappresentante, delegato a svolgere funzione di governo e controllo dell’impresa, un soggetto con cui ha un rapporto fiduciario”. Nonostante ciò “penso che una simile distorsione si verifichi sempre meno, perché i processi sono i più trasparenti, sia verso le autorità di controllo sia soprattutto verso il mercato e gli investitori e quindi non investire nella buona governance sia un rischio che non vale la pena correre”. E infine Schwizer sottolinea che l’amministratore indipendente dovrebbe “possedere un robusto track record di competenze ed esperienze”.


Martedì 1 aprile viene pubblicato un commento di Schwizer sulla testa finanziaria londinese Investment Europe (titolo: “The gender agenda across Europe”). Il presidente interviene sulla legge Golfo-Mosca e sottolinea la necessità di un cambiamento oltre che normativo culturale. Per esempio “quite often when a company announces the appoitment of a woman to its board, the media report the implementation of the law rather than said woman’s professional qualities as the main reason”.


Il mese di marzo è focalizzato sull’osservatorio realizzato da Nedcommunity. Il primo pezzo è pubblicato dal Sole 24 Ore domenica 23 marzo (titolo: “Banche, in ‘esubero’ 65 consiglieri”, pag. 19). Nell’articolo si pone l’accento sui punti centrali messi in evidenza da EGO: cda pletorici, cumulo degli incarichi ma soprattutto qualità della governance. In pratica “tutti quegli aspetti che finora sono stati gestiti dalle singole banche in base alle consuetudini o nel rispetto meramente formale di prescrizioni normative”, ricorda nell’articolo Schwizer che aggiunge: “Mettere seriamente in discussione le modalità in cui operano gli organi di governo di una banca può aiutare a migliorare significativamente l’efficacia, mentre una corretta reportistica ne incrementa la trasparenza e quindi anche il potenziale appeal da parte degli investitori”. La soluzione proposta? Partire dagli indipendenti. L’articolo si sofferma anche sull’aspetto qualitativo dell’analisi e in particolare sulle relazioni degli organi, argomento su cui interviene Maria Luisa Di Battista, responsabile dell’osservatorio: “Un’informativa efficace è il modo migliore per mettere il mercato nelle condizioni di apprezzare la governance ma anche la stessa società”.


La notizia dell’osservatorio è stata ripresa anche dalla principale agenzia italiana, l’Ansalunedì 24 marzo (titolo: “Banche: nuove norme Bankitalia tagliano 65 posti cda quotate”) e rilanciata da numerose testate locali. L’accento è posto in particolare sulla “cura dimagrante” che le gli istituti di credito dovranno affrontare per effetto della richiesta di Banca d’Italia di introdurre un tetto al numero degli amministratori. In questa direzione vanno gli articoli di martedì 25 marzo pubblicati da L’Arena di Verona e da Il Giornale di Vicenza (titolo: “Tagliate 65 poltrone, salgono le donne nei Cda”, pag. 32 e pag. 9). Dei risultati dell’osservatorio si parla anche sul Giornale di Brescia (titolo: “Le grandi banche si preparano al taglio dei consiglieri”, pag. 47), Brescia Oggi (titolo: “Tagliate 65 poltrone, salgono le donne nei Cda”, pag. 25) Gazzetta del Mezzogiorno (titolo: “Cda, istituti di credito verso il taglio di 65 poltrone”, pag. 17) e in una breve su QN (titolo: “Tagli ai cda delle quotate”, pag. 27).


L’argomento è largamente trattato anche sul web già lunedì 24 marzo da Il Messaggero.it in un lungo articolo (titolo: “Nelle banche italiane 65 poltrone di troppo. Il dossier di Nedcommunity”). Di taglio delle poltrone e quote rosa parlano invece Il Fatto Quotidiano (titolo: “Banche italiane, Bankitalia taglia almeno 65 consiglieri di amministrazione) e Virgilio.it (titolo: “Bankitalia taglia 65 posti cda quotate”). Martedì 25 marzo la notizia è ripresa da La Provincia di LeccoLa Provincia di Varese, l’Eco di Bergamo e la Provincia di Sondrio (titolo: “Banche, con le nuove norme verranno tagliati 65 manager”). Un articolo molto dettagliato è pubblicato lo stesso giorno anche da Azienda Banca (titolo: “Banche e governance: a rischio 65 poltrone nei cda). 


L’Associazione è citata in diverse altre occasioni. Giovedì 27 marzo La Gazzetta di Reggio (titolo: “L’obiettivo‘parità di genere’ nei cda e nelle professioni”, pag. 15) si occupa dell’avvio di un corso sulle quotate di genere nei cda “Governance. Programma di formazione per la crescita e lo sviluppo di ruoli di responsabilità e competenze nei consigli di amministrazione” organizzato a Reggio Emilia proprio da Nedcommunity. Lo stesso giorno la notizia è pubblicata anche in breve (titolo: “Una governance al femminile”, pag. 18).


Di competenza si parla ancora su Pagina99 giovedì 6 marzo (titolo: “E io ti porto in tribunale, aziende contro i loro ex”, pag. 5) dove il presidente Schwizer sottolinea: “C’è una crescente responsabilizzazione del ruolo dei singoli. Le autorità di vigilanza puntano a individuare la qualità dei comportamenti dei singoli, mentre un tempo si guardava alla collegialità delle decisioni, ne consegue che oggi ognuno si fa parte attiva, perché sa che potrà essere chiamato a rispondere”.


Attorno a regole e responsabilità si sviluppa anche una lunga intervista al presidente pubblicata sul CorrierEconomia lunedì 3 febbraio (titolo: “Schwizer: “Apriamo i consigli agli stranieri”, pag. 2). Dopo aver sottolineato che negli ultimi anni il numero delle sanzioni individuali è raddoppiato il giornalista lascia la parola a Schwizer che dichiara. “È un momento di evidente discontinuità ma non vorrei si pensasse che nulla funziona. Ci sono aspetti della governance nei quali l’Italia è molto avanzata, anche nel confronto con l’estero. Aree di assoluta eccellenza, al fianco delle quali ci sono ampie zone migliorabili, come dimostrano i casi Mps, Telecom e Carige. Ora una svolta è possibile e il prossimo passo, penso alle banche di medie dimensioni, sarà l’inclusione in consiglio di amministrazione esteri”. 


Infine Nedcommunity è citato dal Corriere della Sera-Brescia mercoledì 12 gennaio(titolo: “Sistema duale e fondazioni: così gli utenti controlleranno il tecnico-politico”, pag. 7). Nell’articolo Manfredo Boni riporta che “da tempo alcune qualificate istituzioni, come Argis, Fondazione Accenture e Nedcommunity, che hanno studiato la governance per il settore non profit, hanno presentato specifici progetti che sono già stati applicati proprio alle Fondazioni con risultati positivi”.


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