Editoriale

Che una nuova fase cominci

Mentre chiudiamo il numero, dobbiamo constatare che col voto del 14 dicembre sulla “non sfiducia al Governo”, a causa dei labili risultati aritmetici ottenuti anche una stagione politica non molto costruttiva dovrebbe essere giunta alla sua fase finale. Forse non rapidamente ma inevitabilmente. Almeno c’è da sperarlo. 

Il nostro SuperNEDman, nella vignetta di Giovacomo di questo numero, si chiede “di cosa possiamo mai parlare se non disponiamo di un dossier cattivo su qualcuno”. Auspichiamo vivamente che la nuova fase che dovrà per forza aprirsi, con o senza elezioni anticipate, non comporti più le azioni di “dossieraggio” selvaggio cui abbiamo assistito in questo periodo. Ma probabilmente ci facciamo delle pie illusioni. 

Per quanto riguarda la comunità degli indipendenti, intendiamo proseguire sulla strada maestra della proposta di regole e di governance che consentano al Paese di ritornare a crescere in una democrazia reale, basata su principi di rispetto della Costituzione, di equità, produttività e solidarietà che costituiscono il modello offerto dal mondo occidentale più avanzato cui apparteniamo. Malgrado tutto. 

Gli articoli d’opinione contenuti in questo sesto numero della nostra “Voce” continuano a trattare, infatti, delle le regole per il buon funzionamento del governo societario. 

Inizia la consocia Daniela Carosio analizzando il nuovo Codice di autodisciplina (il “4° Codice Preda”), mentre gli avvocati Alessandro de Nicola e Paola Barometro illustrano le funzioni ed i poteri del “doppio” comitato di controllo interno delle società quotate, partendo dalla Direttiva CE del 2006 sulle revisioni legali dei conti annuali e dal Regolamento Consob sulle parti correlate, nonché dai codici di autodisciplina. 

Seguono due importanti articoli sugli emolumenti degli amministratori. 
Nel primo, Franco Morganti analizza il dibattito sul divario fra lo stipendio del top management e quello del dipendente medio, concludendo che i comitati retribuzione delle principali quotate italiane, da anni svolgono un’analisi accurata dei parametri cui ancorare la retribuzione variabile dei CEO. Sarebbe però utile disporre di un parametro o di una regola preclusiva tassativa in presenza di perdite. Tutto ciò, a parte gli indubitabili eccessi di certe “buonuscite”.  
Nel secondo, Francesco Taranto, a conclusione di un’approfondita analisi, propone che per giungere ad una soluzione equa sulla remunerazione degli indipendenti, si dovrebbe valutare preliminarmente l’evidenza quantitativa dell’impegno richiesto per la loro partecipazione ai comitati e l’identificazione di un riconoscimento economico che abbia come riferimento le tariffe professionali di consulenza. 

Un altro tema che sta a cuore di Nedcommunity è quello delle aziende familiari che rappresentano un segmento basilare dell’economia del Paese. 
Segnaliamo la recensione di un bel libro del consocio Ferruccio Carminati – “Dal tavolo di casa al tavolo d’impresa: la corporate governance dell’azienda familiare” – pubblicata nella rubrica Biblioteca. Ed in proposito anticipiamo che il 19 gennaio prossimo a Torino (alle 17 nella Sala Assemblee di Intesa San Paolo in piazza S. Carlo 156) Nedcommunity, in collaborazione con l’AIdAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), organizza un convegno su “Il contributo dei consiglieri indipendenti nella governance delle aziende familiari“. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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