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Boardroom 2030: la tecnologia entra nell’agenda dei cda

L'impatto dell'intelligenza artificiale è prorompente ma va governato per essere certe di garantire vantaggi reali in termini di competitività. E in questo senso il ruolo che il cda potrà giocare sarà centrale come è emerso dall’ultimo evento organizzato da NedAlumni

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L’innovazione tecnologica non è più una questione da affidare esclusivamente alle funzioni IT. È una leva strategica che impatta direttamente sulla competitività, sulla gestione dei rischi e sulla capacità di creare valore nel lungo periodo. Da questa consapevolezza è nato Boardroom 2030, l’evento promosso da NTT DATA Italia e Nedcommunity che il 7 ottobre ha riunito circa cento tra consiglieri di amministrazione, amministratori indipendenti, executive e specialisti dell’innovazione per riflettere sul ruolo che i Board sono chiamati a svolgere nell’era dell’Intelligenza Artificiale.

Dal confronto è emerso un messaggio chiaro: l’AI sta modificando modelli di business, processi decisionali e organizzazioni con una velocità senza precedenti. Per questo motivo i consigli di amministrazione non possono limitarsi a osservarne gli sviluppi, ma devono assumere un ruolo attivo di indirizzo e supervisione, assicurando che l’innovazione sia coerente con gli obiettivi strategici dell’impresa.

L’evento è stato arricchito dalla visita all’Innovation Lab di NTT DATA, uno dei più avanzati in Europa, dove i partecipanti hanno potuto osservare applicazioni che mostrano come l’innovazione stia già trasformando numerosi settori industriali. Un focus specifico è stato dedicato anche alle imprese familiari e alle sfide che queste realtà affrontano nel percorso di trasformazione digitale.

Un tema di ROI

Tra i temi più rilevanti affrontati durante l’incontro vi è stato il divario ancora esistente tra investimenti in AI e risultati ottenuti. Come evidenziato dagli interventi dei relatori, molte organizzazioni continuano a sperimentare nuove tecnologie senza riuscire a trasformarle in benefici concreti e misurabili. Le principali criticità riguardano la concentrazione su casi d’uso marginali anziché sui processi strategici, il limitato coinvolgimento delle funzioni operative e la tendenza ad adottare strumenti innovativi senza un reale ripensamento dei modelli organizzativi. In altre parole, la tecnologia da sola non genera trasformazione se non è accompagnata da un cambiamento dei processi e della cultura aziendale.

A rendere ancora più complesso il contesto contribuisce il fenomeno dell’AI overload: la crescente disponibilità di piattaforme, applicazioni e soluzioni che rischia di generare dispersione di risorse e difficoltà di scelta. In questo scenario il compito del Board non è inseguire ogni innovazione, ma definire priorità chiare, garantire coerenza strategica e assicurare una disciplina rigorosa nell’allocazione degli investimenti.

Il nuovo ruolo dei NED

Il ruolo dei consigli di amministrazione è quindi destinato a evolvere. Oltre a contribuire all’indirizzo strategico, i board sono chiamati a presidiare i rischi etici, reputazionali e operativi legati all’adozione delle nuove tecnologie, monitorare l’efficacia degli investimenti e verificare che l’organizzazione disponga delle competenze necessarie per affrontare il cambiamento.

Non si tratta di gestire l’innovazione nel quotidiano, ma di governarne la direzione e la sostenibilità nel tempo. Particolarmente significativo il richiamo alle domande che ogni consiglio dovrebbe rivolgere al management: come viene misurato il valore generato dagli investimenti in AI? Le principali linee di business sono coinvolte nei programmi di trasformazione? L’organizzazione sta ripensando i propri processi o si limita a digitalizzare modelli esistenti? Le competenze interne sono adeguate a sostenere il cambiamento? Interrogativi che spostano l’attenzione dalla tecnologia alla sua concreta capacità di produrre risultati.

Guardando al futuro, l’attenzione si è concentrata su alcune direttrici destinate a ridefinire il panorama competitivo dei prossimi anni: l’Agentic AI e i sistemi autonomi, la Physical AI e la robotica avanzata, nonché le infrastrutture digitali necessarie a sostenere l’economia dell’intelligenza artificiale, sempre più strategiche per resilienza, sovranità dei dati e competitività.

Per concludere

La conclusione condivisa dai relatori è che la trasformazione in atto ha una portata sistemica. Per i consigli di amministrazione non sarà più sufficiente comprendere le opportunità offerte dalla tecnologia: sarà necessario sviluppare la capacità di governarla con continuità, affinché innovazione, strategia e sostenibilità procedano nella stessa direzione. Perché la vera sfida verso il 2030 non sarà decidere se trasformarsi, ma guidare il cambiamento con visione, competenza e responsabilità, facendosi le domande giuste al momento giusto.

Francesca Iaia Bertinotti: NTT DATA e Comitato NedAlumni

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