AI e geopolitica, le principali sfide per i cda
Intelligenza artificiale e resilienza aziendale di fronte alla volatilità geopolitica. Queste le due sfide cruciali che preoccupano i cda delle aziende europee. Consigli e ricette per affrontarle nel report pubblicato da The Conference Board® Europe
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All’inizio dell’anno il Governance & Sustainability Center, Europe di The Conference Board® ha messo attorno a un tavolo i rappresentanti dei cda di diverse aziende europee, chiedendo loro quali fossero le priorità strategiche per il 2026. Dalle risposte ha stilato un rapporto, per dare ai consiglieri uno strumento che li aiutasse ad affrontare quelle difficoltà.
È emerso che sono due gli ambiti che preoccupano di più gli amministratori delle aziende europee: l’intelligenza artificiale e la resilienza aziendale legata all’alto livello di volatilità geopolitica. Sul primo fronte la sfida si gioca su due campi: governance e formazione.
Governance e supervisione
Il report evidenzia come la governance dell’AI parta dall’alto, ma richieda una netta distinzione tra le responsabilità: la supervisione spetta al cda, mentre la gestione operativa è compito del management. Attualmente, le pratiche di supervisione dei cda sono ancora in fase di maturazione e spesso risultano frenate da una resistenza culturale o generazionale. C’è poi il tema della formazione. L’alfabetizzazione all’AI deve diventare fondamentale quanto quella finanziaria. I cda devono sviluppare competenze per valutare opportunità e rischi, evitare la cieca delega ai dirigenti IT e formarsi su etica, regolamentazione e applicazioni strategiche. E già ora molte aziende leader stanno creando comitati tecnologici dedicati.
Un framework per gestire il rischio
All’interno del report viene presentato il framework GOMER per il rischio. Per strutturare la gestione dei rischi dell’AI, si definiscono quattro aree chiave:
- governance, rischio della leadership nel non supervisionare il sistema;
- organizzativo, rischio di esecuzione legate a persone, competenze e cultura;
- modello, rischi intrinseci ai risultati/output dell’AI;
- abilitazione, rischi strategici/operativi nell’integrazione dei processi.
Infine, i cda devono saper distinguere tra reale valore strategico e hype dei fornitori, considerando l’AI come supporto alle decisioni e non come decisore autonomo. In Europa, cresce inoltre la pressione su regolamentazione transfrontaliera e impatto energetico/ambientale dei data center.
L’instabilità geopolitica richiede velocità di reazione
Sul fronte della volatilità geopolitica, invece, quello che serve ai cda è velocità di reazione.In un contesto geoeconomico instabile, infatti, i tradizionali ritmi di governance, come le riunioni trimestrali o le revisioni annuali, si rivelano inadeguati. In tempi straordinari servono strumenti fuori dall’ordinario.
- Reattività e meccanismi di escalation: sono necessari processi di governance più adattivi, con criteri d’escalation precisi per portare subito in cda questioni urgenti o per discutere su come reagire ad eventi geopolitici critici.
- Pianificazione degli scenari ed alfabetizzazione geopolitica: un terzo del campione intervistato da The Conference Board® dichiara che il proprio cda è poco preparato nel tradurre i cambiamenti geoeconomici in strategia. Gli amministratori devono prevedere in anticipo i possibili scenari e integrare la pianificazione di questi scenari direttamente con la strategia aziendale, monitorando giorno per giorno eventi ad alto impatto (economico, sociale, geopolitico).
- Scopo, leadership e decisioni: di fronte alle incertezze, oltre alle procedure contano la fiducia reciproca tra cda e management, l’attenzione reputazionale e la chiarezza dello scopo aziendale. Il ruolo dei presidenti dei cda diventa centrale nello stimolare il confronto critico e trasformare un flusso rapido di informazioni in decisioni tempestive.
Per le imprese europee, quindi, il successo della governance non dipenderà dalla capacità di prevedere qualsiasi crisi, ma dalla disciplina nel governare l’IA in modo responsabile, nell’adattarsi rapidamente ai cambiamenti e nel guidare l’organizzazione basandosi su alfabetizzazione tecnologica, competenze geopolitiche e fiducia.

